Tg3 Comics - On the Road

a cura di Riccardo Corbò

  • httpv://www.youtube.com/watch?v=QfuTbhw4Dx4

     

    Salvami l’anima, una psicofavola di Serena Manfrè. Copertina e illustrazioni interne di Amalia Caratozzolo, Tecnica: XILOGRAFIA.

    Al fantomatico Centro di salute mentale “Rocca de Guelfón”, situato in un’antica e mitica contea, undici persone giungono prostrate dalla vita di là fuori. Le accoglie un piccolo e professionalissimo esercito di zelanti e coraggiosi dottori pronti a tutto pur di compiere la loro missione: strappare queste anime alla pena, alla confusione, alla sofferenza, ai ricordi o non-ricordi di un più o meno demoralizzante passato, all’ansia per un futuro inevitabilmente sconosciuto, all’alienazione di un presente in cui ci si può semplicemente sentire persi.

     


    Diverrà subito chiaro, però, che non esistono eroi, che non esiste un confine tra sanità mentale e quella che molti chiamano patologia psichica o finanche pazzia. Rapiti infatti da un sogno, inariditi dalla solitudine o presi alla sprovvista da eventi assolutamente inaspettati, i medici si vedranno in qualche modo anche loro costretti a mettersi a nudo e a barcamenarsi nella ricerca della propria individuale salvezza.
    Alla Rocca, comunque, non cè da temere: come in tutti i mondi magici che si rispettino, dopo un lungo peregrinare, arriva quasi per tutti il momento del lieto fine. In questo luogo, infatti, l’Amore fa capolino da ogni dove, il tempo è un Altro Tempo e lo spazio è popolato da piante immortali e animali dai bizzarri colori. Perché la Rocca è un rifugio da favola. È, a livello simbolico, l’anima di ciascuno. E solo qui, entrando dentro se stessi, amando se stessi, facendo l’amore con se stessi e aprendosi quindi al prossimo, ci si può salvare e liberare dei virus nemici che risiedono, prima di tutto, nel profondo di ciascuno. E una volta percorso questo cammino si può arrivare a vivere l’unico tempo possibile, l’unico spazio possibile: il Qui e l’Ora, che rappresentano l’unica realtà alla quale ci si può, seppur solo nel presente, ancorare.
    Insomma: “Salvami l’anima” è un romanzo in cui al palpito della fantasia si fonde quello delle umane esistenze dei suoi personaggi impegnati nel raggiungimento delle proprie aspirazioni. Perché proprio all’interno della fantasia, e dei registri a volte trasognati, trovano sempre posto le piccole grandi verità di ciò che è l’essenza intima dell’essere umano il quale, oltre a voler soddisfare i suoi desideri, ha la necessità di sentirsi sicuro e si muove così nella costante e nota convivenza tra aneli e bisogni. E se riesce a guarire i patimenti interiori che lo attanagliano, a soddisfare almeno alcuni tra i suoi aneli e bisogni, riuscirà finalmente a essere se stesso e non il qualcuno o il qualcosa che gli viene richiesto dall’esterno, dalla società, dai parenti, dagli amici o da discutibili seguaci.
    In questo libro riveste poi straordinaria importanza il simbolo, anzi i simboli, magistralmente rappresentati da originalissime illustrazioni realizzate con l’antica tecnica della xilografia. Tavole a tutta pagina, ma anche piccoli ma non per questo meno importanti elementi grafici che sbucano qua e là fra le parole sottolineandone la potenza, regalano immagini che senza dubbio non solo accompagnano ma decisamente arricchiscono la lettura.

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