Tg3 Comics - On the Road

a cura di Riccardo Corbò

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    Diabolik sbarcherà a Catania fissandovi, con il suo sguardo penetrante, dalle tavole realizzate da autentici maestri della nona arte.

    Il titolo della mostra parla da sé: ogni opera esposta è stata realizzata negli anni da grandi autori al di fuori dello staff consueto della serie. Una vera galleria d’arte di omaggi straordinari. Qualche nome? Sergio Toppi, Claudio Villa, Giorgio Cavazzano, Alarico Gattia, Leo Ortolani, Ferec Pinter, Corrado Mastantuono e altri ancora.

    Un’occasione unica per ammirare, da un’angolazione diversa, il personaggio creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani nel 1962, reinterpretato con il confondibile stile di ogni maestro chiamato a omaggiarlo. Così il direttore dell’Astorina Mario Gomboli introduce l’esposizione:

    Diabolik è indubbiamente entrato da decenni nell’immaginario collettivo degli italiani. Le ragioni sono molteplici, legate al fascino del personaggio; al suo sempre rinnovato successo; al suo aspetto graficamente inconfondibile e quindi facilmente interpretabile, deformabile, caricaturabile senza ridurne la riconoscibilità.

    Così abbiamo avuto modo di vedere tanti Diabolik con tratti e comportamenti inusuali, abbiamo trovato il suo nome/simbolo nei contesti più diversi, l’abbiamo riconosciuto persino in personaggi della pubblicità o dello spettacolo che non dichiaravano esplicitamente la fonte ma la davano per sottintesa, individuabile per tutti. Possiamo considerare queste citazioni una sorta di “omaggio”, una riprova della validità del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani più di cinquant’anni fa.


    Ma poiché Diabolik è essenzialmente un fumetto, un’icona grafica, ecco che gli omaggi più coerenti e apprezzabili sono quelli che vengono da disegnatori che magari non hanno mai illustrato una vignetta per la serie regolare ma hanno comunque sentito il desiderio di cimentarsi nel dare una loro personale interpretazione del Re del Terrore. Il risultato è una fantastica galleria di immagini.

    Diabolik e Eva Kant ringraziano”.

  • Quando ancora le performanti console dei videogames non avevano fagocitato le nostre attività ludiche e l’intrattenimento digitale era davvero qualcosa di difficile anche solo da immaginare, in qualche modo c’era sempre la tecnologia più avanzata a occupare i pomeriggi più indimenticabili.

    Era la tecnologia dei super robot delle cui vicende facevamo incetta con ore e ore di cartoni animati giapponesi. Nomi come Jeeg e Mazinga sono scolpiti nella nostra memoria, e tanta era la passione per le avventure vissute da questi inconsueti eroi che i cartoni animati non erano più sufficienti a soddisfare la fame di super robot. Diventava sempre più pressante l’esigenza di inventarsi le proprie battaglie tenendo in mano una piccola (ma a volte meno piccola) riproduzione di questi giganti d’acciaio. Giochi diventati ora ambitissimi oggetti da collezione.

    E proprio di collezione si tratta la variopinta esposizione proposta ai visitatori di Etna Comics durante la quinta edizione del festival catanese. Fabrizio Modina, creativo multimediale e docente di fashion design, ha aperto il suo scrigno rivelando una vasta raccolta di robot , astronavi e affini che faranno balzare indietro con i ricordi coloro che negli anni ’70 erano ragazzi. Non tutti però hanno consapevolezza del numero di robot nati in quegli anni, la fantasia dei giapponesi era davvero sfrenata e non conosceva limiti: da robot comandati a quelli con pilota, da robot che si trasformano a automi più plausibili tecnologicamente. Un universo variegato raccolto anche nel libro che lo stesso Modina ha curato per Edizioni BD: Super Robot Files 1963/1978. Un’edizione con schede e un ricco corredo fotografico dei robot nati in quegli anni che non smettono di fare emozionare gli appassionati. Un fervore che sembra conoscere una nuova giovinezza come lo stesso Modina ricorda fra le pagine del catalogo di Etna Comics 2015: “Oggi, i super robot sono tornati più popolari che mai, fonte d’ispirazione per remake pensati per le nuove generazioni, ma con un occhio di riguardo per quelle precedenti. Sono ricomparsi sotto forma di dvd, modellini, merchandising di ogni tipo, sull’onda di un trend che pareva impensabile sino a pochi anni fa”.

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